Le donne si raccontano: i rapporti di potere dalle famiglie alle relazioni

La Giornata internazionale della donna (comunemente definita Festa della donna) ricorre l’8 marzo di ogni anno per ricordare le conquiste di diritti, di parità salariale sul lavoro, di difesa e tutela della condizione delle donne.

Ma l’8 marzo non è solo una giornata di festa perché discriminazioni e violenze sono ancora all’ordine del giorno anche nel nostro paese, e le leggi in materia non sono sempre sufficienti.

I rapporti di potere. Dalle famiglie alle relazioni

 

La violenza subita dal partner, marito, fidanzato o padre che sia, e’ la prima causa di morte e invalidita’ permanente per le donne fra i 16 e 44 anni, ancora prima del cancro, incidenti stradali e la guerra.
Sei milioni 743 mila quelle che hanno subito violenza fisica e sessuale, secondo gli ultimi dati Istat.
E ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex.
E nel nel 62,4% dei casi i figli hanno assistito a uno o più episodi di violenza

Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate: il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96%
Ma violenza non è solo quella fisica, ovvero l’essere strattonata, spinta, colpita, percossa, strangolata o soffocata.
Violenza sulle donne è anche di tipo sessuale ovvero l’aver rapporti sessuali senza consenso, lo stupro, e rapporti sessuali degradanti e umilianti
Violenza è anche di tipo psicologica, ovvero isolamento , il controllo la violenza economica e la svalorizzazione e le intimidazioni
Spesso si dice di non uscire in minigonna, che bisogna stare attenti agli estranei, agli immigrati, ma la stragrande maggioranza delle violenze avviene in famiglia, dentro casa ad opera del marito, del partner o del padre.

Per quanto riguarda il lavoro, nonostante i tentativi di parità salariale le donne ancora oggi sono più precarie degli uomini, le donne hanno più contratti part time, sonon più facili da licenziare a causa della gravidanza, guadagno il 20% in media meno degli uomini e sono soggette di discriminazione. Questa differenza viene riconosciuta dalle istituzioni sotto il nome di gender pay gap, ma gli interventi in tal proposito non sono ancora sufficienti.
In italia, ancora oggi, quando si nasce femmina dopo aver ricevuto un bel fiocchetto rosa si decide immediatamente il futuro di quel piccolo essere. Diventerà donna, poi moglie e poi madre, come se questa fosse l’unica possibilità di futuro per una donna.
Si chiama familismo, ovvero pensare che la famiglia, la sua tradizione, la sua posizione sociale i suoi membri siano più importanti dell’individuo, ovvero della donna che si mette in secondo piano pur di mantenere uno status quo familiare.
Per questo CounseLis non vuole fare solo festeggiamenti, ma aprire uno spazio di riflessione e condivisione sulla vita delle donne udenti e sorde napoletane.
Non sarà un seminario ma un’occasione di ascolto e condivisione su temi che pensiamo siano importanti per le donne.
Saranno proprio le donne a raccontare e raccontarsi su le dinamiche di potere che ci sono nelle famiglie d’origine e nelle relazioni attuali.
Vi aspettiamo il 7 marzo alle ore 15,30 presso la nostra scuola in via suarez 10.
Non portate mimose questa volta, preferiamo solo te!
L’evento è bilingue e l’ingresso è libero

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