La ruota della violenza

CICLO-VIOLENZA

Esistono solo piccole differenze, ma nella maggior parte dei casi la manifestazione dei fenomeni violenti nelle relazioni intime avviene in forma ciclica e riconoscibile. Viene definito ciclo della violenza perché si manifesta in fasi, con durata e intensità diverse a seconda dei casi, ma con una certa regolarità e ripetitività che fanno sembrare “normale” la situazione di violenza che si sta subendo.

 Fase 1 Crescita della tensione

E’ il momento in cui comincia a manifestarsi la violenza psicologica.

Lui comincia ad assumere un atteggiamento ostile e irritato. La tensione cresce e lei tenta di ridurla concentrando le sue attenzioni sui bisogni dell’uomo. E’ confusa e cerca di assecondare le sue decisioni, reprimendo le proprie necessità e paure. Ha paura di essere abbandonata, si riduce il livello di autostima ed è tormentata dai sensi di colpa, perché non riesce ad essere migliore, fermare la violenza ed avere un atteggiamento sereno con i/le figli/e.

Fase 2 esplosione della violenza

Generalmente la violenza si manifesta in maniera graduale, prima con insulti e qualche spintone, fino ad arrivare ad una manifestazione esplosiva di violenza che disorienta e terrorizza la donna.

Molte reagiscono fuggendo, altre sopportando in attesa che finisca.  Il senso di impotenza oltre che la paura per la sopravvivenza, la sensazione di non poter difendere i/le suoi/e figli/e, testimoni inermi, incrementa i sensi di colpa e di vergogna. E le lesioni fisiche non sono gli unici segni di questa esperienza, le ferite più difficili da esternare e curare sono quelle interiori. Il risultato è la crescita dell’ansia, della stima di sé e della perdita della fiducia in sé e negli altri.

Fase 3 falsa riappacificazione

Arriva un momento in cui l’uomo sente che la situazione gli sta sfuggendo di mano, riconosce di aver esagerato e promette che la situazione cambierà. Si manifestano pentimenti e richieste di perdono oltre a nuove dichiarazioni d’amore. La donna riscopre un atteggiamento positivo nel suo compagno che la porta a dimenticare le manifestazioni violente e a desiderare una rinascita del rapporto, pentendosi di aver pensato di volerlo lasciare. E’ l’uomo a decidere quanto dura questa fase, che può durare da pochi giorni a qualche mese, finché il ciclo di violenza ricomincia trasformando i periodi di calma in attesa silenziosa e continua allerta.

Un fatto qualsiasi riavvia il ciclo della violenza: questa ciclicità rende particolarmente difficoltoso per la donna uscire dalla violenza perché il proprio partner alterna momenti d’affetto alla violenza.

4 fase. Scarico delle responsabilità/ manifestazione dei sintomi della violenza

L’uomo non cerca le cause dentro di sé ma attribuisce la colpa del proprio agire violento a cause esterne (lavoro, situazione economica, uso d’alcool, stress, ecc.) e soprattutto alla donna che l’ha provocato o fatto qualcosa che giustifica la sua aggressione. La donna si assume la responsabilità del comportamento violento del partner, illudendosi di poter evitare altre escalation di violenza modificando la propria condotta.

La tattica dell’uomo per mantenere viva la relazione è quella di razionalizzare  e giustificare i suoi comportamenti, colpevolizzando la donna e minimizzando i danni.

Ogni episodio di violenza diventa così  accettabile, ma se il processo ciclico non viene interrotto la vita della donna può essere in pericolo o avere gravi conseguenze fisiche e psicologiche per la donna.

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